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Pellegrinaggio a San Gabriele right

  a San Gabriele

  

Pellegrinaggio a San Gabriele



Siamo in agosto 2003, l'estate più torrida degli ultimi ottant'anni, ma ciò non ha impedito, nonostante che il caldo si facesse sentire anche di notte, ai pellegrini di partire da Teramo e da Montorio per raggiugere  ”San Gabriele” all’alba. In duemila a piedi si sono recati al santuario. Si è rinnovato anche quest'anno il pellegrinaggio con tanti fedeli accorsi anche da fuori regione. Esperienza forte, come da tradizione, ma anche di anno in anno rinnovata nello spirito dalla presenza di molti giovani, quella vissuta nella notte di pellegrinaggio in cammino verso il santuario di San Gabriele. Tutto, fino al minimo particolare che pure non sfugge nonostante la fatica ed il coinvolgimento dei partecipanti, tocca davvero nel profondo e non si riduce a suggestività epidermica. Sono oltre 2.000 giovani, anziani ed anche qualche bambino a dare corpo ad un corteo di pellegrini lungo più di mezzo chilometro. Ad aprire la via la grande croce luminosa, a sostegno della preghiera e della fatica espressa per fede su quei tornanti, c’è ”l’animazione” coinvolgente, termine improprio ma che rende bene l’idea di quanto riesce a fare con un incredibile ”pieno” di energie, di padre Francesco Cordeschi. Colpo d’occhio ad effetto, anche per chi incrocia da ”esterno” il corteo, quello offerto dai pellegrini, in un serpentone che si snoda lungo la strada statale. Qualcuno sceglie di camminare scalzo, qualche altro si toglie le scarpe, sfinito, solo nell’ultimo tratto di strada. C’è chi è arrivato da regioni limitrofe o da Roma, combinando oramai da anni le proprie ferie in modo che coincidano con l’opportunità di poter essere tra i pellegrini. Sono toccanti le sollecitazioni alla preghiera per i propri cari ammalati, ma tra creste e piercing di alcuni dei più giovani traspare la caccia a risposte esaurienti per domande difficili o magari solo la serenità, negli sguardi, per il fatto che queste siano già arrivate. Sono tanti anche gli uomini a partecipare, l’età media, anche fra le donne, si attesta ai trentacinque anni, ma a cantare e camminare di buon passo danno lezioni i settantenni. Un pensiero va a quei fedeli più anziani che dei 22 precedenti pellegrinaggi non ne hanno mancato uno e che ora non sono più in grado di affrontare la fatica, che è dura. Già, perchè tra i giovani è il senso di riscoperta di fatica e impegno come mezzi per la conquista di un obiettivo importante, il dato ricorrente delle loro impressioni. Poco impegnati, fortunatamente, i mezzi della Croce Rossa e del 118 al seguito: appena un malore di una donna dovuto alla stanchezza, subito dopo l’arrivo al santuario, alle 7 del mattino. La benedizione di rito, la celebrazione della messa, la sosta nella cripta del santo poi si riparte in macchina o in moto. Al santuario, il nuovo giorno dice che è già Tendopoli. 

 

 

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Antonio@Enio