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Alcune Immagini della gita al paesino abruzzese

di Crecchio - 18 agosto 2003


Come si arriva : da Pescara, autostrada fino ad Ortona poi seguire le indicazioni stradali ( per la verità queste ultime sono un po' scarse e contraddittorie ) fino a Crecchio. Il castello è al centro del paese. Nel ritorno io consiglio di non seguire la litorale ne l'autostrada, ma percorrere l'interno cosi si possono incontrare altri paesi di notevole interesse come: Tollo e Mosciano

 

 

Il Castello


Eretto alla fine del sec. IX a difesa delle incursioni degli Ungari, più volte rimaneggiato e fortificato, è uno dei castelli gardesani meglio conservati. Ha pianta quadrata, con cinque torri e il mastio. Ai due ingressi, nell'alto del mastio, sono ancora visibili gli stemmi, seppur fatti scalpellare dall'imperatore Massimiliano, di Bartolomeo e Antonio della Scala. "La giustizia del mondragòn la ghe dà torto a chi g'ha rasòn" diceva la gente di Lazise commentando lo stemma con il drago che campeggiava sulle mura: un proverbio che prova la diffidenza verso il potere esercitato con la forza. Il castello è compreso nel parco della villa Bernini.

 

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IL CASTELLO DUCALE DI CRECCHIO 


Di ritorno da Lanciano io e Donatella abbiamo deciso di passare quest'ultimo giorno di ferie 2003 in Abruzzo visitando alcune località caratteristiche di questa regione che mi ha dato i natali. Per me è un visitare più che un rivisitare in quanto prima essendo studente non avevo una macchina per potermi muovere sul territorio. In questo posto l'8 settembre del 1943 fu una data che segnò il destino dell'identità di un Popolo, una data che inflisse una ferita morale mai rimarginata ad una Nazione. Il compianto Renzo De Felice, forse il più grande storico del nostro secolo, sostenne sempre che gli eventi di quella data furono talmente gravi, più della sconfitta di un intera guerra, da minare l'etica di una comunità. In quel triste giorno il Re d'Italia insieme alla sua corte e ai vertici dello Stato Maggiore fuggì codardamente lasciando il proprio popolo in balia di un conflitto perso in partenza e una brutta eredità agli italiani, che da quel momento non saranno mai più gli stessi. Quel senso dello Stato e delle istituzioni, ma soprattutto quell'irrompente orgoglio etnico forgiato da una storia che è, la storia, si indebolisce inevitabilmente.

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Il Castello Ducale di Crecchio è stato il testimone della fuga reale che causò più danni di una guerra, è infatti da questa splendida fortezza che il Re si rifugiò l'ultima notte prima dell'imbarco nel porto di Ortona. Sarebbe tuttavia, non solo riduttivo, ma ingrato ricordare l'edificio di Crecchio solo per le vicende dell'ultima guerra mondiale, è invece necessario partire dalle antiche origini della città confermate dal ritrovamento di reperti archeologici di età protostorica e romana. E' probabile che in epoca angioina il paese aveva già assunto la fisionomia di borgo fortificato, come dimostrano di fatto le torri cilindriche tipiche di quel periodo, del resto la documentazione è rara fino al secolo XV che vede Crecchio dominata dalla città di Lanciano e successivamente, nel 1624 dai nobili Brancaccio. Nei primi anni del 1700 il feudo e la fortezza appartennero ai D'Ambrosio dei principi Marzano, alla fine dello stesso secolo i De Riseis acquisirono il titolo di baroni di Crecchio Mantenendo il possesso del borgo fino all'ultimo dopoguerra. Il castello, suggestivo nel suo complesso, mostra facilmente nelle sue linee costruttive la trasformazione subita nei secoli da nucleo prettamente difensivo a organismo architettonico residenziale, costituito com'è da quattro corpi serrati da torri angolari a formare un cortile aperto a loggiato su due lati. La torre primitiva, quella rivolta a nord-est, rappresenta con molta probabilità il corpo originario da dove successivamente, nel tempo, si svilupparono tutte le altre di forma inerenti al periodo di costruzione. Di notevole spessore la torre si articola in tre piani ed una scala ricavata nelle mura consente di raggiungere il livello più alto, mentre quelle esposte a sud sono costruzioni attribuibili al XV secolo; la torre nord-orientale è invece originaria del secolo XII. Nel giugno del 1943 la fortezza fu seriamente danneggiata dai bombardamenti, oggi, dopo un impegnativo restauro è sede del Museo dell'Abruzzo Bizantino e Altomedioevale.

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